Restituire Corato ai giovani

Si è tenuto ieri sera in largo Plebiscito l’incontro dal titolo “Giovani Fuoriclasse”, evento organizzato da Rimettiamo in moto la città. Scopo dell’evento, aprire una prospettiva, grazie agli ospiti invitati, sulle condizioni della gioventù nella nostra realtà cittadina; condizione occupazionale, ma anche esistenziale. Si è cercato di rispondere alla domanda: come dev’essere la città per essere a misura di giovani-e anche di bambini-partendo dalla convinzione che una città a misura di giovani è una città a misura di tutti.

Ne hanno discusso i coratini Federica Buonsante, ricercatrice in storia dell’arte con una lunga esperienza in Estremo Oriente , Cataldo Bevilacqua tra i membri e fondatori della cooperativa “Spore”, l’adelfiese Antonio Chiechi, Flavia Ferrante e Corrado De Benedittis,  con la moderazione del candidato di Rimettiamo…Giuseppe Di Bartolomeo, dopo l’intervento in streaming dell’architetto Roberto Tognetti, direttore dell’associazione “Riusiamo l’Italia”, associazione che si occupa del riutilizzo e recupero degli spazi urbani abbandonati.

L’esperienza politica di “Rimettiamo in moto…” è iniziata proprio con un interesse verso i coratini fuori sede, da quando De Benedittis, nel novembre del 2018,  incontrò una comunità di coratini trapiantati a Milano; da quel primo incontro sono seguiti altri eventi e altre iniziative per  capire i loro bisogni, ciò che gli era mancato tanto da spingerli ad andar via con un biglietto di sola andata e riallacciare in qualche modo un legame con la comunità originaria. Con l’incontro di ieri si è fatto un passo avanti: capire come fare a riportare i ragazzi indietro, capire come incentivarne il ritorno. Ciò che è emerso dalle testimonianze  di Giuseppe, Federica e Cataldo infatti è stato  ad un certo punto della loro esperienza in Italia e nel caso di Federica all’estero, la volontà di ritornare: “Il motivo per cui un giovane se ne va-ha affermato Buonsante- è perché vuole dare voce e spazio a sé stesso.(…) Quando lo spazio interiore trova corrispondenza nello spazio esterno, allora ci sentiamo in armonia; ed è quello il momento in cui si decide di tornare”. Questa spinta al ritorno tuttavia deve trovare delle condizioni oggettive che le permettano  di non essere privilegio di pochi, come ha lucidamente riconosciuto Di Bartolomeo facendo riferimento alla sua condizione prima di studente e poi di lavoratore fuorisede che ha realizzato il suo desiderio del ritorno: “Se  ho potuto fare questa scelta è grazia al fatto di essere “privilegiato”; il mio settore di riferimento (Giuseppe è ingegnere informatico n.d.r.) mi permette di fare questa scelta”. L’obiettivo di una pubblica amministrazione deve essere allora quello di creare le condizioni per questo ritorno. Sfruttando per esempio le possibilità offerte dai fondi europei. In questo senso, Antonio Chiechi, imprenditore di Adelfia e vicepresidente del portale “Progetto Futuro” ha raccontato la sua storia. Progetto Futuro è un portale che si occupa oltre che di fornire assistenza legale e burocratica in modo solidale anche del reperimento di fondi e bandi europei per l’avvio di imprese e progetti giovanili; egli stesso con un gruppo di soci, reperendo il giusto finanziamento, ha trasformato un immobile di Adelfia,  sequestrato alla malavita, in un’ escape room, dando lavoro ad un gruppo di ragazzi. Questa è solo una delle possibilità ovviamente.

De Benedittis ha poi concluso l’evento sottolineando un punto per lui fondamentale: la vera rivoluzione a Corato-ma dovunque in generale-la devono (e possono) fare i giovani (intendendo la categoria in senso largo). Sono i giovani, costitutivamente aperti al futuro, entusiasti e  sprizzanti di energia, che possono trasformare Corato secondo vettori di sviluppo che vanno verso la sostenibilità e la riappropriazione degli spazi pubblici, secondo un senso di bellezza-bellezza urbana, ma anche delle relazioni -che deve essere della città tutta: quello spazio identitario di cui parlava Federica Buonsante che troppo spesso manca.

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