Luigi Menduni in Regione: priorità per agricoltura e turismo

Ieri sera nella cornice di piazza Abbazia è stato presentata la candidatura al Consiglio Regionale di Luigi Menduni per la Lega. Erano presenti diversi esponenti regionali del partito: il segretario regionale Luigi D’Eramo, l’on.Anna Maria Tateo e l’on.Rossano Sasso. Ha aperto la presentazione l’ex senatore e candidato sindaco del centro-destra Luigi Perrone. Costui ha ricordato il suo «passo indietro» rispetto alla sua ambizione di concorrere alle regionali, passo indietro motivato dalla necessità di un centro destra unito per il comune. Perrone ha poi spronato i sostenitori del centro destra allo sforzo finale: «Dobbiamo muoverci questa settimana porta per porta: in campagna elettorale  bisogna avvicinare le persone. Se vinciamo amministriamo, se perdiamo andiamo all’opposizione. Penso che il ruolo nostro oggi, dopo aver raggiunto l’obiettivo di una coalizione compatta, sia di vincere.»

A quello di Perrone è seguito poi l’intervento di degli onorevoli D’Eramo, Sasso e Tateo. D’Eramo e Tateo nei loro interventi si sono concentrati sulla necessità di cambiare passo in regione, soprattutto in merito alle mancanze dell’amministrazione Emiliano (per esempio-e non solo- per la questione xylella ). D’Eramo si è concentrato sulla funzione aggregatrice e rivitalizzante che ha avuto la Lega in queste elezione rispetto al centro destra e anche sulla scelta di candidati capaci: «Non abbiamo scelto i più forti elettoralmente-ha affermato-abbiamo scelto i migliori». Questa scelta è motivata dal raggiungimento dell’obiettivo della «filiera perfetta» ovvero la creazione di un filo diretto che vada dall’amministrazione comunale al parlamento-passando per la regione a arrivando al parlamento europeo-, una connessione capillare tra “centro” e “periferia” in modo che le realtà locali siano rappresentate in ambiti decisionali più vasti. Ovviamente per essere perfetta tale filiera deve essere composta da amministratori e politici di colore politico omogeneo. Da qui anche la necessità del «passo di lato» compiuto a Corato, rinunciare al proprio candidato (Menduni) per appoggiare un candidato considerato elettoralmente più forte: Perrone. A tal proposito D’Eramo ha affermato: «Pur avendo tutte le possibilità, le caratteristiche e gli uomini, come Luigi Menduni, per esprimere una candidatura a sindaco di questo comune, per il bene comune abbiamo fatto un passo di lato, per tenere compatta la coalizione e cercare di cogliere la vittoria al primo turno anche a Corato(…)un passo di lato per farne due avanti». Questo stesso schema di ragionamento-andare uniti per vincere, accettando un candidato espressione del centro destra, non della Lega- è stato applicato anche alla regione: «la Lega è il primo partito in regione, avevamo tutte le caratteristiche per annunciare una candidatura in regione(…). ma anche lì abbiamo compreso che l’interesse comune era più ampio. Non abbiamo fatto una battaglia sull’uomo, ma sul progetto. Anche qui abbiamo fatto un passo di lato a grazie alla Lega e soltanto alla Lega il centro destra dopo 15 anni si presenta compatto»

L’intervento dell’onorevole Sasso si è concentrato poi sulla questione sicurezza. Sasso si era interessato, proprio su sollecitazione di Menduni, agli eventi di microcriminalità che hanno interessato la città all’inizio di quest’anno-presentando un’ interrogazione parlamentare al Viminale-e che sembrano avere il loro epicentro in piazza Abbazia (scelta simbolicamente per la presentazione  proprio per ribadire il principio di legalità). A questo proposito il discorso di Sasso è stato “muscolare”, in linea con la linea securitaria incarnata da Matteo Salvini: « Corato merita rispetto, il rispetto che  questa città non ha da tempo-ha esordito Sasso-non è ammissibile che in una città ricca di storia, di cultura come questo lo stato la regione la prefettura non sia stati capaci di garantire la sicurezza dei nostri nonni dei nostri figli, perché quattro delinquenti da prendere a schiaffi hanno seminato il terrore a partire da questa piazza. (…) con Gino Perrone sindaco e la Lega in  maggioranza la sicurezza sarà all’ordine del giorno (…) meno multe a chi parcheggia la macchina in doppia fila e più manganello per chi rompe le palle a casa nostra».

Il discorso di Menduni è stato decisamente più pacato: costui ha ricordato il proprio cursus honorum: attivo in politica fin da giovane, consigliere, assessore e sfidante alle primarie del centro destra l’anno scorso, Menduni incarna quel profilo di candidato individuato da D’Eramo: radicato sul territorio e con esperienza. Anche Menduni è partito affrontando la questione sicurezza, ricordando come piazza Abbazia, nel progetto di rifacimento originario, dovesse divenire luogo d’incontro e formazione. Qualcosa però è andato storto: « Piazza Abbazia improvvisamente è risultata tutt’altro: è risultata la piazza dell’abbandono dello spaccio e del malaffare. Sono quai due anni che come partito stiamo cercando di creare un ponte tra Corato e Roma, per parlare di questa piazza  di insicurezza e del malaffare che si sta sviluppando nella nostra città». Questo tentativo di dialogo non ha avuto -denuncia Menduni- riscontro (« a livello romano non siamo stati ascoltati»). Da qui il suo atto d’accusa contro i partiti di governo e i loro rappresentanti locali: « Chi è al governo in questo momento e non risponde sono il Pd e 5stelle che in questo momento, in questa città stanno tenendo comizi e manifestazione e hanno il coraggio con i loro candidati sindaci di parlare di questi temi. Se ne dovrebbero vergognare, perché a livello romano non ci hanno mai risposto». Da qui Menduni ha precisato la sua idea a riguardo, in cui, accanto a politiche di coinvolgimento della cittadinanza per far rivivere le piazze, siano fatte valere le esigenze di sicurezza attraverso un potenziamento dell’organico cittadino di forze del ordine, in città carenti. da qui è passato ad affrontare tematiche regionali. Ha rivendicato l’inserimento nel programma di governo di un potenziamento dei corsi di formazione professionale e di incentivi per  l’occupazione, in modo da arginare l’emigrazione giovanile. Si è poi concentrato sui settori che considera trainanti per l’economia pugliese: agricoltura e turismo. Nel primo caso ha ricordato il fallimento delle politiche di Emiliano: « L’agricoltura pugliese ha un primato , negativo purtroppo: grazie all’attuale presidente Emiliano e a questa sinistra fallimentare abbiamo perso 142 milioni di euro». Quanto al turismo ha sostenuto la necessità di creare un «turismo internazionale e di prossimità» che sia attivo tutto l’anno. Ha poi concluso ringraziando la sua squadra: « ringrazio ad uno ad uno i 24 candidati, che stanno togliendo tempo alle loro famiglia e ai loro amici, per investire quel tempo per donare. Perché la politica è dono, è servire il cittadino.»

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