Perrone in comizio. Vecchie glorie, nuovi obiettivi…e qualche polemica.

Gino Perrone parla alla città; un paio di settimane dopo la conferenza stampa all’aperto, in contemporanea con Vito Bovino, Perrone ha tenuto il suo comizio in piazza Cesare Battisti. L’occasione sia per presentare il programma, sia per togliersi qualche sassolino dalla scarpa, riguardo a quanto fu detto da Renato Bucci in apertura al comizio di De Benedittis, sia – involontariamente – per suscitare polemiche. A proposito di quanto detto da Bucci in apertura al comizio di De Benedittis, Perrone infatti ha risposto ai casi di malagestione a lui imputati in quella occasione; una su tutti tra i casi citati, quello della palazzina Cannillo su via Sant’Elia, che per un periodo ha ospitato i vigili urbani  ed altri uffici comunali. L’accusa di Bucci riguardava il pagamento – giudicato esoso – del canone di locazione. A questo Perrone ha risposto: « Per quanto riguarda la palazzina degli uffici(…)voglio chiarire. Quel progetto e quello convenzione non l’ho data io, ma un’amministrazione di sinistra, e quando mi sono trovato a scegliere tra aprire un contenzioso e prendere la palazzina ho preferito non aprire il contenzioso ma prendere gli uffici di cui comunque avevamo bisogno. Mi onoro di essere amico di quell’imprenditore, ma non l’ho agevolato». Ha quindi ricordato che allo scadere dei sei anni, per non rinnovare la convenzione gli uffici furono trasferiti in un paio di giorni.

Perrone ha poi ribadito con fierezza il “salvataggio” dell’ospedale di Corato, in particolare ricordando la questione di Rigeneration Home, casa di riposo sorta su  un terreno comunale in via della Macina, grazie a una convenzione con il Comune. Perrone ha ricordato come si sia opposto ai tentativi di ampliare le funzioni della RSA, «l’apertura di 11 ambulatori interdisciplinari privati»,  proprio per tutelare il numero dei posti letto dell’ospedale: «Se noi approviamo questo tipo di convenzione(…) nell’ambito del riordino ospedaliero quei posti letti venivano quantificati insieme al piano generale, e andiamo a precludere l’ospedale di Corato. Non lo farò mai». Una questione spinosa, che provocò la rottura con Sud al centro, a cui seguirono trattative in regione, condotte dallo stesso Perrone, per poter garantire il realizzarsi di una nuova convenzione, senza effetti sul riordino ospedaliero: «Io dico a quell’imprenditore, che oggi  quella convenzione si può fare, perché nel  nel frattempo abbiamo chiuso il discorso del riordino ospedaliero, aldilà di quello pseudo segretario di partito…». Lo “pseudo segretario” di partito è Attilio Di Girolamo, segretario della sezione cittadina del  PD, che recentemente aveva rivendicato come una vittoria politica del proprio partito l’ampliamento dei posti letto per il nostro ospedale. Lo stesso Di Girolamo ha poi  risposto piccatamente sui social a questo epiteto.

Per quanto riguarda il programma, Perrone ha affrontato nuove questioni da risolvere e altre meno recenti a cui bisogna rimetter mano. Come la riqualificazione del Belvedere: « C’é un finanziamento di 5 milioni di euro (si riferisce appunto a progetti di riqualificazione del rione) della regione, con un accordo con tutte le imprese pari a 60 milioni di euro(…) Se ho l’onore di rappresentarvi ancora, quella pratica sarà la prima a essere ripresa». Bisognerà poi partire da un’operazione di pulizia e di cura estetica della città e del verde pubblico (molto calata a quanto detto da Perrone a causa dell’esternalizzazione del servizio).  Un altro punto importante è il rifacimento del manto stradale, in particolare della pavimentazione del Corso, operazione che Perrone vuol compiere in modo che la gara d’appalto non vada ad escludere i piccoli imprenditori: «Sappiamo i mezzi e i modi per assicurare alle imprese coratine tutta la sostituzione della pavimentazione del Corso, facendo lotti non superiori ai 150.000.00 euro, in modo dare possibilità ai piccoli artigiani che non possono partecipare alle grandi gare». Bisogna poi rimettere in moto la macchina amministrativa, rispetto a cui Perrone prevede la creazione di mobilità all’interno degli uffici. Sulla questione sicurezza – dopo aver ricordato che i progetti di piazza Abbazia e piazza di Vagno sono stati eseguiti diversamente rispetto ai progetti previsti-ha sostenuto la necessità di creare un sistema integrato di collaborazione tra forze dell’ordine e vigilanza privata con l’ausilio della rete di videosorveglianza.

Perrone come detto si è soffermato sulla necessità di decoro e pulizia («il biglietto da visita della città») e per esemplificare il concetto  ha utilizzato una battuta, che ha avuto immediatamente vasto eco sui social: «Se una donna è bella per sua natura, ma se non si mette un po’ di rossetto per addobbarsi, dove va?». Sui  social è partito il rimbalzo di questa citazione, apparentemente innocente che però ha lasciato basiti soprattutto il pubblico giovanile per la scelta lessicale (addobbarsi) e per l’implicita valutazione negativa di chi non aderisce a certi canoni estetici. Ovviamente la battuta non voleva essere offensiva, ma trascura il cambio di sensibilità sulle questioni di genere che c’è stato negli ultimi anni.

In conclusione, Perrone ha ribadito i punti forti della sua precedente attività amministrativa e la volontà di riprenderne le redini, con tutto il centro destra.

 

 

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