Vesus, seconda parte del confronto

Grande partecipazione cittadina per la seconda parte di “Versus, candidati sindaci a confronto”, organizzato dalla zona pastorale San Cataldo e dall’associazione “Cercasi un fine” e tenutosi in largo don Ciccio Tattoli. Le modalità sono state le medesime del primo incontro, così come la moderatrice, la giornalista Rosa Siciliani, con due novità: le domande a cui si è risposto sono state inviate dai cittadini e Perrone era presente.

Sono state affrontate tematiche specifiche; per esempio sono stati affrontati i temi dell’usura e della ludopatia – nello specifico, come può fare l’amministrazione comunale per contrastare tali fenomeni. Le risposte a tal proposito sono state diversificate. Longo e Perrone hanno sottolineato che l’amministrazione comunale in quanto tale può far poco; più energico l’approccio di De Benedittis – che ha affrontato la questione nel corso della sua campagna elettorale –  e di Bovino: « La ludopatia è una piaga sociale nella nostra città – ha detto il primo dobbiamo partire dalla  revisione di tutte le concessioni date ai gestori di macchinette. Nello stesso tempo dobbiamo dare a tutti gli esercenti che accetteranno di smantellare quelle macchinette dobbiamo dare tutte le agevolazioni fiscali che sono nelle competenze del comune. Nello stesso tempo dobbiamo fare una grande campagna per disincentivare il gioco d’azzardo.» Quanto alla questione usura, De Benedittis ha ricordato quanto gli fu detto anni fa dall’allora commissario prefettizio, dott. Nunziante. Costui disse in quell’occasione che Corato è una centrale del riciclaggio di denaro sporco e usura. Tesi poi confermata da inchieste e processi avvenute in anni recenti e a quindi proposto la convenzione del Comune nella rate anti usura di San Nicola di Bari.». Quanto a Bovino, egli ha affermato: « Il sindaco Bovino vorrà istituire un osservatorio comunale su quelle che sono le patologie sociali, che coinvolga nel processo di analisi e di studio di queste problematiche i soggetti che vivono direttamente queste fenomeni anche pericolosi; penso alle parrocchie, alle associazioni di volontariato». Quanto alla questione usura, Bovino ha insistito per un coinvolgimento delle forze di sicurezza e della prefettura, come organo di vigilanza.

Ai candidati è stato chiesto poi di scegliere e commentare  un’immagine della città da una serie di immagini passare sullo schermo presente: immagini dell’incidente ferroviario sulla tratta Corato-Andria, immagini dell’omicidio avvenuto due anni fa all’Abbazia, della chiesa di San Vito, dell’Ospedale… Longo e Perrone hanno commentato la strage dei treni. «Oggi, direi come mai -si chiede Perrone – il comune di Corato ha impiegato sette mesi per dare un parere sulla Corato -Barletta, sette mesi sulla variante. Ci vuole la burocrazia, per poter assicurare la tranquillità a chi la mattina si alza per poter andare a lavorare». Bovino ha scelto poi l’immagine relativa all’omicidio del giovane Victor, ucciso all’Abbazia due anni fa: « Bisogna puntare ad aumentare la percezione di sicurezza – ha detto Bovino – tutto questo puntando ad un dialogo costante con le autorità preposte; questura comando generale dei carabinieri(…) Dobbiamo aumentare la percezione di sicurezza facendo sentire l’amministrazione presente nel tessuto sociale della città.» De Benedittis ha commentato l’immagine della chiesa di San Vito: « Quella chiesa soffocata dalle case è la rappresentazione plastica, fisica di quella che è la realtà di Corato, una città negata sopraffatta dal cemento che ha dimenticato la sua storia e la sua bellezza» De Benedittis ha ricordato che la piccola chiesa templare faceva parte dell’itinerario dei pellegrini che si dirigevano a Brindisi per la Terra Santa. La sua trascuratezza è sintomo di uno stato di disinteresse ed abbandono della città verso quella che è la sua storia e le sue tradizioni. Anche Longo poi ha scelto l’immagine relativa alla Ferrotranviaria, ricordando l’impegno profuso dai 5 stelle a livello locale e nazionale, per difendere i diritti dei pendolari e per arrivare a un pieno chiarimento delle responsabilità: « La Ferrotramviaria è uno dei motivi per cui faccio politica. La Ferrotramviaria già nel 2013 aveva ricevuto i soldi per quel raddoppio e il parlamentare Giuseppe D’ambrosio di Andria chiese già che fine avessero fatto quei soldi.(…) Continuiamo ha subire la strafottenza di questa azienda che con  il presidente Emiliano ha riconfermato la concessione(…) fanno i comodi loro sempre.» Come esempio di quest’ultima affermazione, Longo ha ricordato la costruzione-secondo lui inadeguata- del sottopasso di via Lama di Grazia. Tutto ciò si traduce in disagi per pendolari, disagi a cui i 5stelle risposero l’anno scorso raccogliendo firme per una petizione da presentare alla commissione trasporti del Parlamento europeo, petizione il cui oggetto è appunto la tutela dei diritti dei consumatori. petizione che, ha ricordato Longo, è stata di recente approvata.

Altra domanda posta ai candidati ha riguardato le politiche culturali, partendo dal dato della biblioteca forzatamente chiusa. Bovino ha contestualizzato la chiusura della biblioteca nella  più generale criticità della  mancanza di personale amministrativo e dopo aver ricordato che la donazione libraria del prof. Michele de Palo è rimasta in maggior parte non utilizzata, immagina la possibilità di coinvolgere le associazioni nella gestione del patrimonio culturale: « Affidare magari a delle associazioni di volontariato, culturali la coadiuvazione nella biblioteca. Pensare anche ad un’offerta libraria itinerante da parte del comune nelle varie piazza. Penso anche ad un presidio librario permanente, dove i vari soggetti interessati al processo culturale prendano a cuore la situazione della biblioteca». De Benedittis ha insistito sul nesso cultura-lavoro (e non solo): « Sulla cultura bisogna investire, perché la cultura non è una perdita di tempo(…) la coltura produce reddito, economia produce sviluppo. La cultura produce apertura mentale(…). Sulla biblioteca apriamo una nota dolente, perché la biblioteca doveva trasferirsi a Palazzo Gioia e per tutta la questione terribile di palazzo Gioia, noi rischiamo di perdere un finanziamento per la nostra biblioteca di molte centinaia di migliaia di euro». Longo ha poi criticato il provincialismo dell’imprenditoria locale rispetto alle nuove professioni giovanili (soprattutto nell’ambito comunicative) e ha promosso l’occupazione – finanziata dal comune – di spazi da destinate ad attività culturali e pratiche di smartworking. Perrone – forse sentendosi toccato nel vivo – ha mostrato i denti e ha ricordato quanto fatto dalla sua amministrazione a riguardo: «La mentalità di aprire ai giovani l’ho già fatta, sennò non si capisce la vecchia scuola Imbriani e le palazzine di fronte al comune che sono gestite dai giovani(…) La biblioteca non è logisticamente più idonea(…) Dobbiamo monitorare gli spazi che abbiamo e dare una biblioteca utile, bella capace(…)». Ha poi ricordato l’acquisto delle tombe di San Magno e la creazione del museo del territorio (attualmente chiuso) nell’immobile dell’ex carcere («che la sinistra voleva demolire  per fare palazzine»). si è concentrato poi sul teatro che fu riaperto alla sua amministrazione, ma la cui gestione non è stata proseguita nel modo previsto. « la gestione del teatro deve essere fatta in modo diverso; deve entrare in un circuito regionale e nazionale(…) Tenere il teatro a Corato a disposizione delle scuole delle associazioni, ma a un livello più alto.» Quanto a palazzo Gioia: «Lì c’è un progetto e si realizzerà! Così sistemiamo la biblioteca e l’archivio storico».

Altro tema affrontato la rivalutazione del centro storico e delle periferie e  la questione povertà. Sul primo punto De Benedittis ha insistito sulla necessità di congiungere la rigenerazione urbana con quella sociale: « Nel centro storico alcune cose anche importanti sono state fatte (…) Però ci sono stai una serie di limiti: alla rigenerazione urbana-che è rimasta del tutto incompleta-non è seguita una parallela rigenerazione sociale. (…) Gli interventi fatti sulle piazze del centro storico hanno prodotto un disastro per il commercio – per fortuna oggi c’è la movida serale a piazza di Vagno -ma poi durante tutto il resto della giornata è un mortorio.(…)». Ciò che secondo De Benedittis manca è “un’idea di città”, mancanza che produce interventi urbanistici staccati dal contesto sociale. Quanto al problema dei poveri, ha citato Don Milani: « Fate strada ai poveri, non fatevi strada attraverso i poveri». Longo ha poi attaccato lo stato di degrado di alcune zone coratine, peggiorato anche dalla presenza dei distributori, e per quanto riguarda la povertà ha ricordato il valore del reddito di cittadinanza. Perrone poi si è ricollegato, con una punta critica, a quanto ha sostenuto De Benedittis riguardo le piazze: « L’altro candidato sindaco ha dato atto che sono stati fatti interventi efficaci, che dovevano continuare(…) Nella piazza Abbazia(…) era previsto il recupero di quei locali per creare piccole botteghe artigiane, perché noi dobbiamo creare la possibilità nel centro storico che uno vada a vedere e vedere cose che interessano(…) l’essenziale è avere la trazione ad andare in piazza Abbazia». Bovino ha poi ribadito sul tema quanto disse nello scorso confronto: tutta la città è periferia e gli interventi-in particolare quello a piazza di Vagno- hanno snaturato l’identità cittadina. Adesso secondo Bovino bisogna sia garantire sicurezza -per esempio attraverso la figura del piantone della polizia urbana-sia incentivare-sia incentivare le attività economica. quanto al problema della povertà, egli vorrebbe puntare sul pricipio dii sussidiarietà e sulla creazione di comitati di quartiere, come fatto ad Acquaviva delle Fonti.

Questi sono stati alcuni dei temi su cui i candidati si sono confrontati. Come detto c’è stata grande partecipazione cittadina, segno che questa campagna elettorale è riuscita a rianimare la cittadina, svegliandola dal disincanto in cui era piombata a causa delle recenti vicende amministrative. L’augurio è che tale partecipazioni continui anche quando il gioco elettorale sarà terminato.

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