Vito Bovino in piazza: sviluppo senza disuguaglianze per la città

Ieri 13 settembre Vito Bovino ha tenuto il suo secondo comizio in piazza Vittorio Emanuele. Un comizio in cui, con il suo stile popolare e immediato, sono state riaffermati con maggior forza quelli che sono stati i suoi cavalli di battaglia nel corso di questa campagna: dalla gratuità del servizio politico, alla mancanza di interessi e al ricambio generazionale.

Per quanto il programma, Bovino è partito dal problema della pulizia e del decoro dell’ambiente urbano: necessario è un potenziamento del servizio di raccolta differenziata che «va migliorato», la creazione di nuove isole ecologiche e l’installazione di video trappole; la possibilità economica di questa operazione sarebbe possibile grazie ad una premialità di 900.000.00 a disposizione del comune. A ciò si aggiungerà il sistema della tariffazione puntuale: «Chi fa bene (la raccolta differenziata n.d.r.) deve essere premiato, chi non fa bene deve essere sanzionato». In quest’ambito rientra anche la valorizzazione della Villa Comunale «che tutto è tranne che una Villa Comunale». Ha ribadito poi un punto forte del suo programma: la creazione di un registro tumori. «Vogliamo istituire un osservatorio comunale – ha continuato –  che monitori mensilmente lo stato di salute della nostra città. Ieri incontravamo un operatore della sanità, ci diceva che Corato ogni giorno registra un decesso per cause tumorali. Vogliamo istituire il registro tumori, perché vogliamo vedere se ci sono incidenze territoriali(…) Siamo già all’opera, abbiamo preso già contatti con il dipartimento della salute.». Ha poi citato i numerosi problemi edilizi che affliggono il mondo educativo e culturale cittadino – biblioteca, edilizia scolastica, palazzo Gioia, vecchio liceo – dovuti alla mancanza di programmazione adeguata ( e rispetto a cui sostiene la sua squadra si sta già muovendo). Bisogna affrontare il problema della generale mancanza di organizzazione urbanistica; come aveva già affermato nel corso del confronto con gli altri candidati, Corato intera è divenuta una periferia: « Guardatevi intorno, guardatevi il centro cittadino (…) se non fosse stato per i comizi dove saremmo stati stasera? Al centro commerciale, a portare fuori la nostra economia? La nostra economia deve rimanere a Corato. Vogliamo fare dello Stradone un centro commerciale quotidiano, un salotto dove poter trascorrere delle ore. Dobbiamo rivedere la ZTL (…) Vogliamo fare una ZTL come quella che sta ad Andria.». A tal riguardo anche: «Vogliamo riportare il mercato settimanale in centro!»

Altro problema da affrontare, l’edilizia sportiva. Il problema centrale individuato da Bovino in questo caso è la mancanza di certificazioni, che costringe le società sportive a spostarsi: «Le certificazioni del palazzetto dello Sport latitano in questo paese da quando sono state pensate queste strutture. Le certificazioni di agibilità(…) sono completamente assenti. Ma quando avete pensato le nostre strutture, dove eravate con la mente, voi che frequentate gli uffici tecnici?». Ancora, a proposito di varie questioni urbanistiche, Bovino si chiede retoricamente: «Avete sempre pensato alle cubature, ai volumi a fare buisness. Mai avete pensato alla creazione  di un piccolo campetto per far giocare ai nostri figli, mai avete pensato ad un’aria verde, attrezzata, anche per giocare a bocce». A poi affrontato la questione dell’occupazione giovanile, proponendo la creazione di un ufficio per il reperimento fondi per l’imprenditoria giovanile e la defiscalizzazione per gli insediamenti imprenditoriali per gli under 30: « A coloro i quali avranno il coraggio di investire e rimanere nella nostra città, all’inizio non gli dobbiamo far pagare le tasse».

In definitiva Bovino si propone di aprire: «…una nuova stagione di diritti(…) Noi dobbiamo cercare l’uguaglianza perché tutti i cittadini, tutti gli studi tecnici, tutti gli incarichi, tutte le consulenze abbiano un criterio di uguaglianza, perché gli uffici comunali sono la casa di tutti, non serve la tessera di partito».

 

 

 

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